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Ammetto che il titolo è provocatorio, ma lungo questo articolo vorrei mostrare il percorso di riflessioni che mi ha condotto a questa affermazione e spiegare perché è concettualmente vera.

Le influenze che subiamo durante le nostre vite – famiglia, scuola, chiesa, ambiente di lavoro, amici, colleghi, paradigmi sociali – esercitano su di noi il loro inconscio e silenzioso impatto e contribuiscono a formare i nostri schemi mentali, i nostri paradigmi, le nostre mappe. 

Oggi viviamo nell’epoca dell’abbondanza, soprattutto di dati. I nuovi vantaggi competitivi si formano discernendo meglio le informazioni e decidendo dove concentrare le forze, più che lottando per ottenerle.

Quando parliamo di dati infatti è necessario citare il criterio di interpretazione. I dati da soli non possono generare una vera comprensione, serve interpretarli. Questo tipo di consapevolezza si trova spesso in un manager con anni di esperienza nel settore, poiché è in grado di navigare attraverso i dati utilizzando le mappe mentali che ha costruito nel corso degli anni. 

Il cambiamento avviene quando si ha un “salto di paradigma” (da Thomas Kuhn – La struttura delle rivoluzioni scientifiche), in poche parole si accetta una nuova mappa con cui interpretare la realtà. Se vogliamo condurre cambiamenti relativamente modesti nella nostra azienda possiamo focalizzarci su atteggiamenti e comportamenti (piccoli progetti con componenti digitali), ma se vogliamo operare un cambiamento importante, rivoluzionario, dobbiamo lavorare sui paradigmi fondanti, nostri e delle persone che li hanno come noi. 

Solo chi è riuscito ad effettuare questo salto di paradigma può pensare di influenzare e guidare i colleghi verso la trasformazione culturale della Digital Transformation. Necessariamente questo “illuminato” è un manager che ha una forte esperienza nel proprio settore o industry e ne conosce a fondo sia i business model sia la “cultura lavorativa dominante”, ed è poi riuscito a capire a fondo il paradigma del cambiamento epocale portato dal Digital e ad avere la visione d’insieme dei benefici che la fusione dei due contesti può portare: Disruption (rivoluzione) del settore.

Inoltre i colleghi devono potersi sia fidare sia identificare nel manager in questione, per cui è molto più improbabile, seppure, sottolineo, non impossibile, che un brillante nativo digitale possa ottenere gli stessi risultati in termini di gestione del processo e carisma guida rispetto a un soggetto con un background di almeno vent’anni di esperienza nel settore.

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